Malocclusione nei bambini: tipi, cause e quando conviene intervenire

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✔︎ Revisionato clinicamente dal Dott. Paolo Francesco Orlando (Odontoiatra, Iscr. Albo Odontoiatri di Firenze n. 967) in data
Malocclusione nei bambini: tipi, cause e quando conviene intervenire

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    La malocclusione nei bambini è un’alterazione del modo in cui i denti e le ossa delle due arcate si incontrano, e non riguarda solo l’estetica: può influire su masticazione, linguaggio e perfino respirazione. Dietro al vocabolario che accoglie i genitori quando entrano nel mondo dell’ortodonzia (morso aperto, morso profondo, morso crociato, seconda classe) si nasconde quindi qualcosa di concreto. Per fortuna, nei bambini quasi tutte le malocclusioni si correggono bene, e prima si intercettano più semplice è il percorso. Di seguito i tipi principali spiegati con parole comprensibili, le cause e le età giuste per intervenire.

    Cos’è una malocclusione?

    La malocclusione è un’alterazione del rapporto tra le due arcate dentarie: i denti di sopra e di sotto non combaciano nel modo corretto, per una questione di denti (posizione, affollamento), di ossa (mascella e mandibola che crescono in modo squilibrato) o di entrambe. È una condizione molto comune in età evolutiva e si valuta con la visita ortodontica.

    Capire la distinzione denti/ossa aiuta a orientarsi tra le proposte di trattamento: i problemi dentali (denti storti, ruotati, affollati) si possono correggere anche più avanti; quelli scheletrici hanno una finestra di intervento legata alla crescita, ed è il motivo per cui l’ortodontista vuole vedere i bambini presto, in genere già a 4-6 anni.

    I tipi di malocclusione spiegati ai genitori

    TipoCosa vedi guardando tuo figlio
    Morso apertoQuando chiude i denti, davanti resta uno spazio: gli incisivi non si toccano. Spesso legato a ciuccio, dito o spinta della lingua.
    Morso profondoI denti superiori coprono quasi del tutto gli inferiori, che “scompaiono” alla vista quando morde.
    Morso crociatoUno o più denti superiori chiudono “dentro” rispetto agli inferiori, da un lato o davanti; il mento può deviare quando serra. Tipico del palato stretto.
    Morso inverso (terza classe)La mandibola “sorpassa” la mascella: i denti di sotto stanno davanti a quelli di sopra, il profilo mostra il mento prominente.
    Seconda classe (mandibola arretrata)I denti superiori sporgono molto in avanti rispetto agli inferiori; il mento appare piccolo o “sfuggente”. È tra le forme più frequenti.
    AffollamentoI denti non hanno spazio e spuntano storti, ruotati o accavallati.

    Le cause: genetica e abitudini

    Le malocclusioni nascono dall’intreccio di due famiglie di cause. La prima è la genetica: la forma delle ossa e la misura dei denti si ereditano, e capita di ereditare, per esempio, denti grandi da un genitore e mascella piccola dall’altro. Su questa non si può prevenire, ma si può intercettare presto.

    La seconda famiglia è quella delle abitudini e funzioni, ed è il terreno dove i genitori possono fare molto: ciuccio oltre i 2-3 anni, succhiamento del dito, respirazione orale cronica, deglutizione con spinta della lingua, e anche la perdita precoce di denti da latte per carie non curate, che lascia migrare i denti vicini. Molte malocclusioni “si costruiscono” così, giorno dopo giorno, ed è per questo che correggerle presto, abitudini comprese, dà risultati così buoni.

    Perché correggerla: le conseguenze di una malocclusione trascurata

    Non è (solo) questione di sorriso in fotografia. Una malocclusione importante e non trattata può comportare:

    • masticazione inefficiente o asimmetrica, con sovraccarico di alcuni denti e dell’articolazione della mandibola;
    • difficoltà di pronuncia di alcuni suoni, specie con il morso aperto;
    • respirazione orale che si autoalimenta nei casi di palato stretto;
    • igiene più difficile sui denti affollati, con più carie e gengiviti;
    • maggiore esposizione ai traumi per gli incisivi molto sporgenti;
    • impatto su sicurezza e socialità, che per un bambino o un adolescente non è un dettaglio.

    Nessun allarmismo, però: non tutte le malocclusioni richiedono trattamento, e piccole imperfezioni sono semplicemente normalità. L’obiettivo non è inseguire la perfezione, ma far valutare il quadro da chi sa distinguere ciò che si sistemerà da solo da ciò che conviene correggere.

    Quando intervenire, tipo per tipo

    La regola generale: i problemi scheletrici si trattano durante la crescita (6-10 anni, con l’ortodonzia intercettiva), quelli dentali si rifiniscono in dentizione permanente (10-14 anni). In pratica:

    • morso crociato e palato stretto: appena diagnosticati, in genere dai 6 anni; è la correzione che beneficia di più del tempismo;
    • morso inverso (terza classe): valutazione molto precoce, anche a 4-5 anni: guidare la crescita qui fa la differenza;
    • morso aperto da abitudini: prima si interrompe l’abitudine (ciuccio, dito), poi si valuta: molti casi migliorano da soli; gli altri si trattano in crescita;
    • seconda classe e morso profondo: spesso si sfrutta il picco di crescita puberale (10-13 anni) con apparecchi funzionali;
    • affollamento: dipende dall’entità: dallo spazio guadagnato con l’espansione in crescita all’apparecchio fisso a permuta completata.

    Domande frequenti

    Come capisco se mio figlio ha una malocclusione?

    Osservalo mentre chiude i denti: spazi davanti che non si chiudono, denti di sotto davanti a quelli di sopra, incisivi molto sporgenti, mento che devia, denti accavallati. Ma molte malocclusioni si vedono solo alla visita ortodontica, consigliata verso i 4-6 anni.

    La malocclusione si corregge da sola crescendo?

    Qualche forma lieve sì, soprattutto se legata ad abitudini interrotte presto (il morso aperto da ciuccio, per esempio). Le forme scheletriche, invece, tendono ad accentuarsi con la crescita: per questo la valutazione precoce è preziosa, perché distingue i due scenari.

    A che età si corregge una malocclusione?

    Varia con il tipo: i problemi scheletrici (morso crociato, palato stretto, morso inverso) si trattano in crescita, in genere tra i 6 e i 10 anni; l’allineamento dentale si perfeziona tra i 10 e i 14. La prima valutazione conviene farla intorno ai 4-6 anni.

    Il ciuccio o il dito possono causare una malocclusione?

    Sì, se protratti oltre i 2-3 anni: favoriscono morso aperto, palato stretto e incisivi sporgenti. Interrompere presto l’abitudine permette spesso un miglioramento spontaneo; negli altri casi, l’ortodonzia intercettiva corregge ciò che resta.

    Cosa sono le “classi” di cui parla l’ortodontista?

    Indicano la classificazione del rapporto tra le arcate: prima classe (rapporto corretto, eventuali problemi solo dentali), seconda classe (mandibola arretrata o denti superiori in avanti), terza classe (mandibola in avanti). Serve a inquadrare il problema e scegliere il trattamento.

    Una valutazione che toglie i dubbi

    Se il morso di tuo figlio non ti convince, o se semplicemente vuoi sapere se è tutto nella norma, una valutazione ortodontica fatta all’età giusta toglie ogni dubbio e, quando serve, semplifica il percorso. Scopri l’apparecchio dentale per bambini a Firenze e il percorso ortodontico di Dental Factor Kids.

    Approfondimenti utili

    Fonti

    Dott. Paolo Francesco Orlando

    L'autore

    Il Dott. Paolo Francesco Orlando è odontoiatra, iscritto all'Albo degli Odontoiatri di Firenze (n. 967), e titolare di Dental Factor Kids, studio dedicato esclusivamente alla salute orale di bambini e ragazzi. Lo studio adotta un approccio empatico ed educativo, con sedazione cosciente per cure senza paura e un percorso dedicato ai bambini con bisogni speciali. Leggi il profilo completo.

    Dental Factor Kids si trova in Viale Giovanni Amendola, 32/A — 50121 Firenze, aperto dal lunedì al venerdì (10:00–19:30). Per prenotare una visita puoi chiamare il 055 269 8788, scrivere su WhatsApp o usare la pagina contatti.

    Nota importante: i contenuti di questo articolo hanno esclusivamente scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono in alcun modo la visita odontoiatrica, la diagnosi o il parere del medico o del pediatra. Per qualsiasi dubbio sulla salute orale del tuo bambino rivolgiti al tuo dentista pediatrico di fiducia. Contenuti redatti nel rispetto dell'art. 56 del Codice Deontologico FNOMCeO e della normativa sulla pubblicità sanitaria.