Il dente da latte non cade e il nuovo spunta dietro: i "denti da squalo" spiegati ai genitori
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Una doppia fila di denti nella bocca di tuo figlio impressiona: il dentino da latte ben saldo al suo posto e, dietro, il permanente che spunta come se nulla fosse. Il fenomeno ha pure un nome che alza la guardia, “denti da squalo”. Eppure, quando il dente da latte non cade e il permanente erompe dietro, nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di una situazione comune, temporanea e destinata a sciogliersi da sola. Qui sotto trovi perché succede, quando puoi semplicemente aspettare e quali sono i (pochi) casi in cui serve l’aiuto del dentista.
Perché succede: il meccanismo dei “denti da squalo”
Normalmente il dente permanente, crescendo, riassorbe la radice del dente da latte che ha sopra: il dentino perde l’ancoraggio, dondola e cade, e il permanente prende il suo posto. A volte però il permanente si fa strada leggermente più indietro (succede soprattutto con gli incisivi inferiori, tra i 5 e i 7 anni): non incontra la radice del dentino, non la riassorbe del tutto, e i due denti convivono per qualche settimana in doppia fila.
Il soprannome viene dagli squali, che hanno davvero file multiple di denti, ma lì finisce la somiglianza. Nei bambini la doppia fila è un ingorgo temporaneo, non una anomalia: riguarda una quota significativa dei bambini in permuta ed è uno dei motivi di consulto più frequenti (e più rassicuranti) negli studi pediatrici.
Quando è normale e basta aspettare
Nella maggior parte dei casi non serve fare nulla: una volta che il dente da latte cade, la lingua, con la sua spinta naturale e costante, accompagna il permanente in avanti, verso la sua posizione corretta, nel giro di settimane o pochi mesi. Puoi semplicemente osservare se:
- il dente da latte dondola, anche solo un po’;
- il permanente dietro è appena spuntato (la situazione è “fresca”);
- il bambino non ha dolore e mangia normalmente;
- la gengiva intorno è sana, senza gonfiori o arrossamenti importanti.
In questo scenario, l’unico “trattamento” è incoraggiare il bambino a muovere il dentino con la lingua o con le dita pulite: accelera la caduta naturale. E se il quadro coincide con il normale calendario della permuta (che trovi nell’articolo sulla caduta dei denti da latte), la natura sta solo facendo il suo lavoro con un po’ di coreografia in più.
Quando serve il dentista
Il controllo è consigliato quando l’ingorgo non si scioglie da solo o dà segni di complicarsi:
- il dente da latte è perfettamente saldo (non dondola affatto) dopo 2-3 mesi di convivenza col permanente;
- il permanente è erotto quasi del tutto e il dentino è ancora lì;
- ci sono dolore, gengiva infiammata o difficoltà a masticare;
- la doppia fila riguarda più denti contemporaneamente o denti diversi dagli incisivi;
- l’igiene nella zona è diventata difficile e la gengiva sanguina.
In questi casi il dentista valuta, spesso con una piccola radiografia, se la radice del dentino si è riassorbita e decide se accompagnarlo fuori con una estrazione semplice: sui denti da latte con radice già riassorbita è una manovra rapida e ben tollerata. Tolto l’ostacolo, il permanente migra in avanti da solo nella quasi totalità dei casi; solo raramente, se lo spazio è poco, si programma un controllo ortodontico per seguire l’allineamento.
E se il dente da latte non cade… e basta?
Scenario diverso: nessun permanente in vista, solo un dentino che resiste oltre ogni calendario. Anche qui, di solito, è semplice variabilità individuale: la permuta ha tempi molto personali, spesso familiari. Ma se lo scarto è importante (per esempio un dentino ancora saldo quando il suo “gemello” dall’altro lato è caduto da più di 6-12 mesi), il dentista può verificare con una radiografia due possibilità da conoscere: l’agenesia (il permanente sotto non si è proprio formato: succede, e si gestisce con un piano dedicato) e l’anchilosi (il dentino si è “saldato” all’osso e va monitorato o rimosso al momento giusto). Sono eventualità minoritarie, ma è esattamente il tipo di cosa che i controlli periodici intercettano senza drammi.
Cosa fare a casa nel frattempo
- incoraggia il movimento: lingua e dita pulite sul dentino che dondola, più volte al giorno, come un gioco;
- cura l’igiene della doppia fila: la zona trattiene placca, spazzola con attenzione anche dietro;
- cibi croccanti (mela, pane con crosta) aiutano la natura;
- niente fai-da-te bruschi: mai strappare un dente che non dondola, con o senza filo e maniglia;
- sdrammatizza: per il bambino “denti da squalo” può diventare un titolo di cui vantarsi, non una cosa che non va.
Domande frequenti
Il dente permanente sta spuntando dietro al dente da latte: è grave?
No, nella stragrande maggioranza dei casi: è il fenomeno dei “denti da squalo”, frequente soprattutto per gli incisivi inferiori tra i 5 e i 7 anni. Quando il dentino cade, la spinta della lingua porta il permanente in posizione nel giro di settimane o pochi mesi.
Quanto posso aspettare prima di andare dal dentista?
Finché il dentino dondola e il bambino sta bene, puoi osservare per qualche settimana incoraggiando il movimento. Se dopo 2-3 mesi il dente da latte è ancora perfettamente saldo, o se compaiono dolore e infiammazione, è il momento del controllo.
Il dente permanente spuntato dietro si raddrizzerà da solo?
Quasi sempre sì: una volta libero lo spazio, la lingua lo spinge gradualmente in avanti nella posizione corretta. Solo se lo spazio in arcata è poco il dentista programmerà controlli per seguire l’allineamento durante la permuta.
Bisogna sempre estrarre il dente da latte che non cade?
Niente affatto: si estrae solo quando resta saldo troppo a lungo e ostacola il permanente. È una manovra semplice, perché la radice è in genere già parzialmente riassorbita. Negli altri casi basta la pazienza (e un po’ di lingua).
E se sotto il dente da latte non c’è il permanente?
L’ipotesi è l’agenesia, cioè il permanente non si è formato: lo verifica il dentista con una radiografia. In quel caso il dentino da latte diventa prezioso e si conserva il più a lungo possibile, pianificando per tempo le soluzioni future. È un’eventualità poco frequente e ben gestibile.
Quando farlo vedere
Se la doppia fila di denti del tuo bambino non si risolve, o se un dentino resiste oltre ogni previsione, un controllo veloce ti toglie ogni dubbio — e spesso si conclude con un sorriso e un arrivederci. Scopri il servizio di odontoiatria pediatrica a Firenze di Dental Factor Kids.
Approfondimenti utili
- Caduta dei denti da latte: età, ordine e consigli
- Estrazione del dente da latte e mantenitore di spazio
- Denti storti e affollati nei bambini
Fonti
- American Academy of Pediatric Dentistry (AAPD) — Eruption and exfoliation of teeth
- Ospedale Pediatrico Bambino Gesù — La permuta dei denti
- Ministero della Salute — Linee guida nazionali per la promozione della salute orale in età evolutiva
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